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Il Rifugio Pietro Galassi

Appena sotto Forcella Piccola, quota 2.018, sul sentiero percorso dalle alte-vie di Grohmann e Tiziano, immersa tra le Marmarole e i ghiacciai  dell’Antelao,  la caserma intitolata al tenente Pietro Galassi, era nel 1912 ricovero militare per 250 uomini e 10 quadrupedi con annesso un osservatorio in legno capace per 16 uomini. Sulle strutture della caserma nel 1930 venne inaugurato il rifugio che la coppia Marco Moretti e Celina Zugliani gestirono in proprio fino al 1950 e successivamente, per conto della sezione di Mestre, fino al 1960.
Dal 1970 il rifugio è il fiore all’occhiello della sezione, soprattutto per quella splendida pagina di volontariato e altruismo che ogni estate felicemente si rinnova con l’autogestione. Una esperienza gratificante dai molti aspetti morali e sociali.
Oltre un centinaio di soci ogni anno si alternano gratuitamente con turni settimanali nelle attività di cucina, bar, servizi vari, dedicando parte delle proprie vacanze a tale servizio. Una commissione sezionale è preposta a curare le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria, l’aspetto economico e amministrativo, nonché raccogliere ed organizzare la disponibilità alla gestione dei soci che ne fanno esplicita richiesta. Il rifugio ha una capienza di circa 100 posti letto, è aperto dall’ultima decade di giugno alla penultima di settem­bre.

Appena sotto Forcella Piccola, quota 2.018, sul sentiero percorso dalle alte-vie di Grohmann e Tiziano, immersa tra le Marmarole e i ghiacciai dell’Antelao, la caserma intitolata al tenente Pietro Galassi, era nel 1912 ricovero militare per 250 uomini e 10 quadrupedi con annesso un osservatorio in legno capace per 16 uomini. Sulle strutture della caserma nel 1930 venne inaugurato il Rifugio che la coppia Marco Moretti e Celina Zugliani gestirono in proprio fino al 1950 e successivamente, per conto della Sezione di Mestre, fino al 1960.


Dal 1970 il Rifugio è il fiore all’occhiello della Sezione, soprattutto per quella splendida pagina di volontariato e altruismo che ogni estate felicemente si rinnova con l’autogestione. Una esperienza gratificante dai molti aspetti morali e sociali.

Oltre un centinaio di Soci, ogni anno, si alternano gratuitamente con turni settimanali nelle attività di cucina, bar, servizi vari, dedicando parte delle proprie vacanze a tale servizio. Una commissione sezionale è preposta a curare le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria, l’aspetto economico e amministrativo, nonché raccogliere ed organizzare la disponibilità alla gestione dei Soci che ne fanno esplicita richiesta. Il Rifugio ha una capienza di circa 100 posti letto, è aperto dall’ultima decade di giugno alla penultima di settem­bre.


Il Centro di Attività Alpine, istituito presso il Rifugio Galassi, dedicato a  Gianluigi Visentin e Roberto Malgarotto, istruttori della nostra Scuola "Cesare Capuis" scomparsi nel 1992 nell’Himalaya, si propone come base d’appoggio per le attività didattiche delle Scuole dei CAI e per tutte le associazioni e gruppi che trovano nella frequentazione dell’ambiente naturale alpino il loro obiettivo principale.

Il Centro dispone di una sala conferenze per circa 50 posti attrezzata di strumenti multimediali e di vario materiale didattico.

Altra opportunità creata appositamente è la “palestra naturale” sui Becett, a 10 minuti dal rifugio alla base di un avancorpo dell’Antelao; sono stati attrezzati in massima sicurezza oltre una decina di itinerari per l’apprendimento delle tecniche di arrampicata e delle manovre di auto soccorso.

Sulle placche inclinate, poste sopra il rifugio, sono infissi alcuni ancoraggi per predisporre (a richiesta) le corde fisse per creare un semplice e aereo percorso alpinistico per le attività di Alpinismo di base o di Alpinismo Giovanile.

Inoltre, appena sotto al Rifugio (verso valle) sorge un ricovero invernale con una decina di posti letto. le. Il vitto e l’alloggio per i frequentatori dei Centro sono a prezzi convenzionati
.

Il rifugio dispone di una "storica" teleferica, posta in opera dai soci negli anni '70 con un encomiabile lavoro di ingegneria e carpenteria. L'impianto a fune, oltre a servire la normale gestione stagionale del rifugio, è a disposizione per il trasporto di materiali e attrezzature di gruppi numerosi impegnati in corsi per più giorni (da concordare!).

 



Ultimo aggiornamento Mercoledì 04 Aprile 2012 14:12

 
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