Il 23 ottobre
1863 a Torino un trentaseienne ingegnere studioso di mineralogia,
da appena tre anni deputato e già ministro delle finanze
del Governo Rattazzi, fonda il Club Alpino Italiano.
Il suo nome é Quintino Sella.
Il C.A.I. sorge con fini alpinistico-scientifici, tuttora perseguiti,
tesi alla conoscenza e allo studio delle montagne e alla difesa
del loro ambiente naturale. Nel corso dei successivi decenni,
il C.A.I. ha ampliato la sua struttura organizzativa, consolidandosi
nel territorio con le sue attuali 450 sezioni e 300 sottosezioni,
ottenendo l'adesione di circa 300.000 soci; tutte cifre, comunque,
in continuo incremento. Per conseguire gli scopi statutari il
Club si avvale di una rete di 650 rifugi e bivacchi; 200 stazioni
di Soccorso Alpino con 6.000 volontari; 30 squadre di Soccorso
Speleologico; di oltre 2.500 istruttori di alpinismo, scialpinismo,
speleologia e sci di fondo escursionistico; 350 accompagnatori
di alpinismo giovanile; centinaia di esperti e tecnici di tutela
ambientale, di neve e valanghe, di natura alpina, di materiali
e tecniche, di medicina.
Conta migliaia di dirigenti fra periferici e centrali. In veste
di casa editrice, il sodalizio realizza "La rivista del
Club Alpino Italiano", un periodico bimestrale distribuito
gratuitamente ai soci ordinari, la cui tiratura raggiunge le
200.000 copie e il quindicinale di informazione ed organizzazione
interna "Lo scarpone"; ma il fiore all'occhiello resta
la prestigiosa e monumentale collana di guide alpinistiche edita
in collaborazione con il Touring Club Italiano: "Guida dei
Monti d'Italia" composta attualmente da ben 51 volumi. Due
particolari organizzazioni autonome del sodalizio sono il Club
Alpino Accademico Italiano (CAAI) al quale sono ammessi coloro
che hanno svolto attività alpinistica non professionale
di particolare rilievo e l'Associazione Guide Alpine Italiane
(AGAI) formata viceversa da esperti alpinisti che hanno acquisito
la qualifica professionale di Guida Alpina o Aspirante Guida.
Tematiche attuali particolarmente curate dal CAI sono la politica
ambientale, l'alpinismo giovanile, il Soccorso Alpino e l'offerta
turistica dei rifugi. |
"Solo
se rinunciamo da ogni forma di conquista, allo scopo di conservare
ciò che solo apparentemente è inutile, ci rimane
una chiave per capire chi siamo e dove andiamo" (Reinhold
Messner)
Sede Centrale
Lo Statuto
del Club Alpino Italiano
Regolamento Generale
- del Club Alpino
Italiano
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