Ferrata del Ghiacciaio

Percorso artificiale di media difficoltà, inaugurato nel 1971 dalla Sezione C.A.I. di Treviso; attrezzato con cavo metallico, si trova lungo il tratto comune delle Alte Vie n° 4 e n° 5 (sent. n° 250) tra il Rifugio Galassi ed il Rifugio Antelao; permette di risalire abbastanza agevolmente la bastionata rocciosa di circa 200 metri che separa le morene del Ghiacciaio Inferiore dalla Forcella del Ghiacciaio.

 Classificazione
 EEA
(Escursionisti Esperti con Attrezzatura)
 Difficoltà
 media
 Sviluppo
 ca. 200 metri
 Attrezzature fisse
 cavo metallico
 Periodo consigliato
 luglio - settembre secondo innevamento
ad inizio/fine stagione possono essere utili ramponi e/o piccozza
 Equipaggiamento personale
 attrezzatura da ferrata
(casco, imbracatura completa, sistema di autoassicurazione individuale con dissipatore a norma)
 
 
Descrizione sintetica dell'itinerario
Dal rifugio Galassi (m. 2018) si diparte un sentiero (sv. 250, e ) che, inizialmente tra mughi e poi per traccia rocciosa e ghiaiosa, s'inerpica con modesta ma costante pendenza lungo dei contrafforti rocciosi, addentrandosi nel vallone detritico dominato dal versante settentrionale del monte Antelao.
Raggiunte le morene del Ghiacciaio Inferiore, si attreversano le stesse per traccia detritica (ometti) costeggiando il bordo inferiore del ghiacciaio stesso (secondo innevamento e stagione) fino a raggiungere (roccette) la base della bastionata rocciosa che si erge per circa duecento metri fino alla Forcella del Ghiacciaio.
Le attrezzature fisse (cavo metallico) permettono di risalire, abbastanza agevolmente, l'ostico lastrone roccioso inclinato e levigato dal movimento del ghiacciaio (Lastrone de Pian dei Arboi), che si presenta solcato da scanalature tipo camini, ben sfruttabili per la salita; superata la parete, si esce sulla Forcella del Ghiacciaio (m. 2524 - ca. ore 2.15' dal rifugio Galassi): l'ampia insellatura si presenta come una grande e vasta terrazza detritica che offre una incomparabile e suggestiva visione sia sul Ghiacciaio Superiore (o Orientale) sia sulla severa parete Nord dell'Antelao, con i suoi ben noti canaloni Mennini e Oppel, classiche vie di arrampicata che hanno contribuito alla storia dell'alpinismo dolomitico.
 
Discesa:
* al Rifugio Antelao (m. 1796 - C.A.I. Treviso): dalla Forcella del Ghiacciaio si scende (tenendo la sinistra) lungo uno scivolo roccioso non difficile, traversando poi una cengia franosa (diff. I, roccia friabile) per raggiungere in breve la sottostante testata del Vallon Antelao. Si scende quindi (traccia ben segnalata) sotto le pareti delle Cime Cadin e del Monte Ciaudierona e per ghiaie, prati e mughi si giunge al Vallone dell'Antelao (m. 1920 - acqua - tabelle); tralasciato il sentiero n° 258 che conduce alla Val d'Oten ed a Calalzo, si entra nel solco della Val Campestrin e, oltrepassato un prato ed un bivio (tenere la sinistra) si sale il pendio che conduce a Forcella Piria (m. 2096). La discesa avviene costeggiando le modeste cuspidi delle Crode di San Pietro per poi scendere fino a Sella Pradonego, ove sorge il rifugio (già ben visibile dalla forcella - ca. ore 2.30').
 
* al Rifugio Pietro Galassi: vedi itinerario di salita, percorso in senso inverso
 
* a Praciadelàn (m. 1046) e Calalzo di Cadore (m. 800): Dal bivio a quota m. 1920, si segue il sentiero n° 258 che scende percorrendo il verdissimo pianoro denominato Piani di Antelao (baite) fino a raggiungere il Cason Antelao (m. 1672); il percorso prosegue ripido verso valle insinuandosi nel bosco e superando la verticale Forre delle Porte fino a raggiungere la comoda carrareccia a fondo naturale che conduce a località Praciadelàn (ca. ore 3.30'). Di qui, per buona rotabile asfaltata, si può raggiungere Calalzo di Cadore (stazione ferroviaria e di autocorriere).