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Nelle stesse
parole di Quintino Sella è racchiusa l'attenzione con
cui il C.A.I. ha sempre guardato i giovani.
Recentemente questo interessamento si è consolidato e
ha dato vita all'Alpinismo Giovanile, nuova attività didattica
che attraverso un "progetto educativo di base" vuole
dare un contributo a risolvere i diversi e delicati problemi
dell'adolescenza. Da diversi anni anche nella nostra sezione
si organizzano questi corsi; per i giovani l'impatto con questo
ambiente a loro sconosciuto dev'essere principalmente formativo:
dovranno saper controllare la propria esuberanza per motivi di
sicurezza, saper affrontare gli imprevisti con l'esperienza,
ecc.. Ecco allora la definizione di una nuova e propria figura
didattica: l'Accompagnatore di Alpinismo Giovanile.
Nel nostro sodalizio già cinque soci hanno raggiunto tale
ambito traguardo attraverso i corsi del CAI e sono punto di riferimento
assieme ad altri soci formatisi attraverso un corso intersezionale,
per tutta l'attività, sia sezionale che in collaborazione
con la Commissione Interregionale o con altre Sezioni.
Le escursioni in programma non sono semplici e suggestive passeggiate,
neppure però salite che impegnano all'arrampicata; si
possono considerare delle vere e proprie lezioni in ambiente
durante le quali si mette in pratica "l'imparar facendo",
trasmettendo ai piccoli allievi una serie di informazioni utili
perla conoscenza della montagna nei suoi "pregi e difetti",
e per la capacità di creare gli stimoli alla socialità
fra le persone.
In questo modo i futuri alpinisti si renderanno conto che la
lettura di un paesaggio, al di là della soddisfazione
fisica, è soprattutto un fatto di cultura sociale che
ci rende pure consapevoli di quanto sia bella e fragile la natura
che ci circonda.
Oltre ai corsi sezionali l'Alpinismo Giovanile è presente
nelle scuole sia elementari che medie, con interventi didattici
che vanno dall'ambientalismo alla conoscenza della morfologia
alpina, guidando poi gli scolari in escursioni che possono essere
anche di più giorni.
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Perché in montagna?
È desiderio di ritrovare
la natura in un ambiente che meno di ogni altro ha subito trasformazioni
e degrado.
Cosa offre la montagna?
Nell'ambiente alpino si possono
vivere esperienze stimolanti: nella frescura dei boschi, nella
verde quiete dei pascoli, tra le splendide fioriture, si possono
ammirare visioni di vertiginose pareti rocciose, magnifici esempi
di architetture rurali
, si potrebbe continuare all'infinito.
Perché andare in
gruppo?
La montagna offre situazioni
speciali che favoriscono il sorgere di amicizie durature e sincere;
si conoscono meglio gli altri perché si comincia a conoscere
bene se stessi.
Perché in montagna
con il Club Alpino Italiano?
Il Club Alpino Italiano fin
dalla sua nascita, avvenuta oltre 130 anni fa, ha tra le finalità
principali quella di insegnare ai giovani come frequentare la
montagna, con una preparazione che garantisca, allo stesso tempo,
la conoscenza dell'ambiente e la propria sicurezza.
Proteggiamo la natura
È desiderio del CAI
far conoscere il RISPETTO ATTIVO per l'ambiente
naturale al fine di conservarlo e tramandarlo inalterato alle
generazioni future. Il nostro scopo è creare nei ragazzi
una vera coscienza ecologica. |
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- Per
informazioni, chiedere di Angelo Margheritta o di Francesco Abbruscato,
il mercoledì sera, in Sezione; oppure contattate i responsabili
del Gruppo tramite e-mail o telefonate a Francesco
(041-917829 - cell. 348-4059061)
- Il
Gruppo è così composto:
Accompagnatori
Nazionali (ANAG)
Raffaele Braga
Accompagnatori (AAG)
Francesco Abbruscato, Daniele Catto, Angelo Margheritta, Angelo
Munarin, Roberto Nalin, Sergio Pirona,
- Paolo
Toffoli
Aiuto Accompagnatori (ASAG)
Francesco Bisello, Cristiano Costantino,
- Stefano
Favaretto, Flavia Mauro,
- Gianluca
Niero, Massimo Ribaudo,
- Daniela
Titton, Graziella Vecchiato,
- Silvia
Vecchiato, Semenzato Roberto
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